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IL COMMENTO di Mario Sicolo Una giovane fiera indomita. Questa è l'impressione che ha fatto la squadra neroverde, nel meriggio lucano.
Una schiera d'imberbi pedatori disposti sul prato con ordine geometrico e calma olimpica. Tra i pali, un ragazzo che trasmette serenità all'intero reparto, D'Antonio, pur se con i guantoni immacolati - segno inequivocabile d'una gara ben controllata - al termine dei novanta minuti. Sulla destra, il ringhioso Dispoto ci ha messo un po' per prendere le misure ad uno scatenato Di Senso, ma, poi, lo ha ammanettato per lunga parte della disfida. Al centro, i due baluardi insormontabili - nonostante il fegatoso Del Prete e il guizzante Chisena - Colangione e Falanca, che ancora i novanta minuti non ha nelle gambe. A sinistra, il piccolo grande Montefusco, sempre più padrone di quella fascia, ha coniugato corsa e tecnica come pochi. Sulla mediana, Nicola de Santis ha ripreso finalmente a ricamare trame nitide ed essenziali, sorretto dalla foga non illogica del verde Sasso. Sul lato manco, purtroppo, Laus è apparso più timido dell'esordio. Dall'altra parte, l'eroico capitan Francesco Cantatore è divenuto d'un subito il pedatore nostro più odiato dagli avversari, crediamo per la sua miracolosa ed arrembante ubiquità. Davanti, incostante Alessio Persia: a tratti abulico, a tratti decisivo (tre esempi: il rigore del vantaggio calciato con freddezza; il dribbling secco su Simeone che lo ha steso, la giacchetta giallo fosforescente ha fatto finta di nulla; il punto annullato per un fuorigioco quanto meno dubbio). Marsico ha incarnato la fonte di tutti gli affanni dei sinnici. Insomma, non c'è da organizzare feste patronali per questo pareggio, certo, però si può nutrire fiducia in questa banda di ragazzini terribili, guidata dal saggio (e mai rancoroso) Massimo Pizzulli. La corsa verso la salvezza è già iniziata. Non male, secondo noi... Mario Sicolo
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Vincenzo Antonino