di Mario Sicolo Ci sarà un (arcano) perché, se il cielo è una sterminata lama di freddo acciaio e da lassù sdrucciolano quaggiù malinconiche gocce di pioggia puntute che fanno male. Molto male.
Chiunque, tanto più saputo di noi, ci rampognerebbe: “Ma è chiaro, dopo quel che ha fatto il Bitonto, questo pomeriggio, volevi pure che sbucasse il sole a sorridere su questa landa ferita?”. D’accordo, noi annuiremmo, perché proprio non si può fare altrimenti. Il tragico 0 a 3, che ci ha inflitto un Ischia neppur tanto irresistibile, è inequivocabile nella sua crudezza aritmetica. Tre sberle sono una sentenza senz’appello. Però, c’è un (maledetto) però. È un’aria che non ci piace quella che aleggia sul prato, oggi zuppo d’acqua, del “Città degli Ulivi”. Un rassegnato, triste, abbandonato de profundis accompagna le esibizioni dei nostri sdentati leoncelli. Non si capisce bene perché, ma un manto asfissiante di indifferenza si va adagiando su quel glorioso stadio. Attenzione: nel nostro piccolo, abbiamo bastevole dimestichezza con le butuntine cose per affermare qui che il tutto è molto pericoloso e conduce ad una china irreversibile. Certo, è solo la terza giornata di campionato, quindi c’è ancora molto torneo davanti. Tuttavia, mettete insieme questi fattori e traetene le conclusioni del caso: poche centinaia di spettatori sugli spalti color cenere, un gruppo ultra che non esiste più, non sventola più una bandiera né tanto meno vedi una sciarpa al collo dei presenti. Dov’è finito il nostro orgoglio? Sapevamo tutti che sarebbe stata una stagione simil-calvario: la preparazione avviata appena venti giorni e spiccioli fa, casse societarie anoressiche, una campagna acquisti fatta con quel che offriva il convento (poco, pochissimo). E invece di adoperarsi per evitare tutta questa straziante sofferenza, tutti alla finestra, ancora a mirare gli insuccessi altrui, magari ghignando sotto i denti. Contrastanti, di conseguenza, le critiche mosse al vostro indegno scriba. Da un lato, c’è chi gli rimprovera d’essere troppo pessimista – ma è doveroso ricordare sempre che la salvezza è l’unico obiettivo che si può sperare di raggiungere. Dall’altro, c’è chi lo esorta a rintracciare nell’allenatore il responsabile di tutta questa situazione, ma le attenuanti sopra elencate basterebbero a scagionare persino un bimbo. Comunque, perché dare addosso acriticamente a chi ha messo bene in campo la squadra, per esempio, a Francavilla? Dunque, torniamo alla gara odierna. Massimo Pizzulli, mister tutto bitontino, sceglie il peperino Martellotta allo spento Laus “sinnico” (si riscatterà nel secondo tempo, più convincente stavolta), il lucano Armento si rivede al centro della difesa. Impagliazzo sfodera la verve di Gianluca Saurino e Pezzullo d’ appoggio al perticone Sergi. È proprio Pezzullo, al 7’, a provare i guantoni di D’Antonio, che si stende e smanaccia. Al quarto d’ora punizione di De Santis dalla trequarti, torre di Colangione e Persia calcia maldestramente a fondo campo a pochi centimetri da Lauro. Che, al 26’, riceve cortese e mail da Martellotta. Un minuto dopo, botta di leggero esterno di Di Meglio, tuffo efficace dell’ estremo neroverde, Sergi affonda in area senza poter ribattere. Per il meneghino Pagliano rigore non è. Lo sarà, viceversa, al 38’ quando Dispoto, rinvenendo, frana su Saurino, che s’era incuneato come un’anguilla nell’area nostra. Sergi dal dischetto buggera D’Antonio. Pizzulli butta nella mischia Laus e spera. La seconda frazione si presenta così: i bitontini a sbattere la testa sul muro – peraltro nemmeno insormontabile – ischitano, ospiti ad affondare nel burro della nostra linea difensiva. Al 5’ è il solito Saurino in contropiede e, forse, in fuorigioco a freddare dopo corsa solitaria il povero D’Antonio. Dentro i piccoli Di Pierro e Gargiulo (da rivedere assolutamente), meglio Marsico sull’estrema che al centro dell’attacco. Al 22’ il fischietto lombardo annulla un gol a Persia per un off side molto dubbio. Armento ci prova di testa su azione da corner al 41', Lauro in bagher sventa. Ad un sospiro dalla fine, Trofa trafigge il malcapitato goalkeeper neroverde. E' la disfatta che relega nei bassifondi della classifica il Bitonto. E domenica si va ad Ostuni...
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P.S.: SUL FATTO DEI BIGLIETTI IO PENSO CHE BISOGNEREBBE IMPORRE PIU' SEVERITA' ALL'INGRESSO DELLO STADIO PER EVITARE CHE SI RIPETANO ANCORA SITUAZIONI COME QUELLE DI MERCOLEDI'. POI, UN CONSIGLIO ALLA SOCIETA': SECONDO ME SAREBBE MEGLIO FAR PAGARE IL BIGLIETTO 5 SIA AI RAGAZZI CHE AGLI ADULTI, INVECE DI METTERE IL BIGLIETTO A 8 EURO PER GLI ADULTI E 3 EURO PER I RAGAZZI O PEGGIO ANCORA FAR PAGARE 8 EURO A TUTTI (SITUAZIONE ATTUALE).
AD OGNI MODO UN SOLO GRIDO: FORZA BITONTO!!!!!!!